Congedo parentale a ore, la guida: calcolo, limiti e quanto viene pagato #adessonews

Il congedo parentale è lo strumento che consente al lavoratore chi chiedere dei giorni o delle ore di permesso, solitamente retribuiti, così da prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita e soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali.

Si tratta, a differenza del congedo di maternità e di quello di paternità, di un congedo facoltativo: il lavoratore può scegliere di fruirne in caso di necessità, ed è libero di optare per la modalità di fruizione giornaliera per quella oraria.

Nel dettaglio, è la legge di stabilità del 2013 a introdurre la possibilità di fruire del congedo parentale a ore, visto che prima di quella data il lavoratore era costretto a prendere almeno un giorno di permesso, anche quando l’impegno richiedeva non più di qualche ora.

È da qualche anno, quindi, che ai lavoratori è stata data la possibilità di frazionare ad ore il congedo parentale come alternativa a un intero giorno di permesso; tuttavia ancora oggi ci sono dei dubbi sui quali è bene soffermarsi.

A tal proposito, importanti chiarimenti su come funziona il congedo parentale a ore sono state fornite dall’Inps con il messaggio Inps n. 6703/2015, nel quale tra l’altro viene fatta chiarezza sulla compatibilità tra congedo parentale ad ore e altri permessi, come pure nella circolare n. 152 dello stesso anno.

Grazie a questi due strumenti, e tenendo conto delle ultime novità appena introdotte in materia di congedo parentale, possiamo fare chiarezza su come funziona questo strumento, su quali sono i limiti e su come viene pagato.

Circolare INPS 152/2015 Clicca sull’icona per scaricare il documento in PDF con tutte le informazioni sulla richiesta del permesso INPS per allattamento, così da fruire del congedo parentale ad ore.

Chi può farne richiesta

Possono usufruire di questi permessi ad ore tutti coloro che hanno diritto al congedo parentale. Questo spetta ai genitori naturali, adottivi o affidatari che hanno un rapporto di lavoro dipendente, fino al compimento del 12° anno di età del figlio.

La durata complessiva del congedo parentale è stata recentemente modificata dal Dlgs con il quale è stata recepita la direttiva Ue 1158 del 2019, con la quale sono state rafforzate le tutele per quei lavoratori che hanno necessità di conciliare i tempi della vita lavorativa con quelli dedicati alla famiglia.

Per effetto delle ultime modifiche, il congedo parentale non può superare il limite di 11 mesi quando fruito dal genitore solo. Resta di 10 mesi complessivi, invece, quando a fruirne sono sia il padre che la madre, i quali a loro volta non devono superare il limite di 9 mesi. Ovviamente, in tale computo sono compresi sia i mesi che i giorni e le ore di permesso.

È bene specificare che – a differenza dei permessi per allattamento – il congedo parentale può essere fruito anche contemporaneamente dai genitori.

Ore di permesso

Vi abbiamo appena accennato ai permessi per allattamento; questi non vanno confusi con il congedo parentale a ore poiché si tratta di due strumenti differenti.

Questi permessi – come potete approfondire nella guida a loro dedicata – sono riconosciuti solamente per il 1° anno di età del figlio, per 1 o 2 ore al giorno a seconda dell’orario d’impiego.

Per quanto riguarda il congedo parentale ad ore, invece, la regola generale stabilisce che non si possono superare i 10 mesi complessivi, 11 nel caso dei nuclei familiari monoparentali.

Per quanto riguarda le modalità di fruizione del congedo, i criteri di calcolo della base oraria e il monte orario giornaliero bisogna fare riferimento al proprio Ccnl. Infatti la legge di stabilità del 2013 che ha introdotto la fruizione oraria del congedo parentale ha rinviato la disciplina di questi temi alla contrattazione collettiva.

Qualora nel contratto collettivo non ci siano indicazioni sulle modalità di fruizione del congedo parentale ad ore si applica la regola generale, secondo la quale la durata del permesso deve essere pari alla metà dell’orario medio giornaliero.

Ad esempio, chi lavora per 8 ore al giorno può richiedere il congedo parentale per un massimo di 4 ore.

Indennità

Nelle ore – o nei giorni – in cui si usufruisce del congedo parentale ai dipendenti viene riconosciuta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera, ma entro certi limiti.

Nel dettaglio, le ultime modifiche normative hanno incrementato, da 6 a 9, i mesi di congedo parentale coperto da indennità nella misura del 30% della retribuzione media percepita, mantenendo però i limiti massimi di congedo fruibili dai genitori.

Ne risulta che, come generale articolazione della fruizione di tali permessi, sono previsti:

  • 3 mesi non trasferibili per ciascun genitore (3+3);
  • 3 mesi, trasferibili tra i genitori con un’indennità pari al 30% della retribuzione.

Altra novità importante è che, entro i suddetti limiti, il congedo parentale è sempre retribuito fino ai 12 anni del figlio.

Come fare la richiesta

Per richiedere la fruizione oraria del congedo parentale l’INPS ha attivato una procedura telematica sul suo sito web. Questa è disponibile nell’insieme dei servizi raccolti nella sezione “Invio Domande di prestazioni a Sostegno del reddito”, accessibile dalla propria area privata (per l’accesso è necessario il PIN INPS o lo SPID).

Nel dettaglio, dopo aver selezionato questa opzione cliccate su “Maternità” e infine su “Acquisizione domanda”.

Chi non vuole utilizzare la modalità telematica può farne richiesta contattando il numero verde 803164 (a pagamento lo 06/1664164 per chi chiama da cellulare) oppure attraverso i servizi telematici dei singoli patronati.

Nella domanda il genitore deve dichiarare se intende usufruire del congedo parentale a ore applicando quanto eventualmente indicato nel Ccnl di riferimento oppure in base al criterio generale (le ore di permesso devono essere pari alla metà della giornata lavorativa), e in quali giornate intende ricorrere al permesso.

Compatibilità tra congedo parentale ad ore e altri permessi

Come anticipato, è nel messaggio 6704/2015 che invece l’Inps fa chiarezza su quali sono i permessi compatibili con il congedo parentale a ore.

Messaggio n. 6704 del 2015 Clicca qui per scaricare il messaggio Inps in materia di compatibilità tra congedo parentale e altri permessi.

Ebbene, tra questi non figura certamente il riposo per allattamento, alternativo al congedo parentale orario: a seconda della convenienza, quindi, il lavoratore deve scegliere se nella stessa giornata richiedere l’uno o l’altro strumento.

Il congedo ad ore non è cumulabile neppure con i 3 giorni di permesso riconosciuti ai genitori di figli disabili minori di 3 anni che hanno rinunciato al prolungamento del congedo parentale.

Ai genitori, inoltre, non viene data la possibilità di beneficiare nella stessa giornata di due congedi parentali ad ore per figli diversi.

C’è invece compatibilità tra congedo parentale ad ore e permessi 104 (quindi per il lavoratore che assiste un disabile); nella stessa giornata, quindi, si possono richiedere una o più ore di permesso per congedo parentale e beneficiare nel contempo dell’una o due ore di permesso (in base all’orario di lavoro) riconosciute dalla 104.

Congedo parentale: è cumulabile con altri permessi?

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