Telepass vs UnipolMove, battaglia al casello: il nostro confronto #adessonews

Una corsia, due apparati. Quello che è importante sapere è che l’apparecchio di UnipolSai si usa esattamente con le stesse modalità del Telepass. Il contratto può essere sottoscritto attraverso il sito unipolmove.it, alle Coop, nelle banche convenzionate o in una delle 2.500 agenzie di assicurazione UnipolSai; la “scatola”, da apporre sul parabrezza della vettura, funziona in tutte le corsie Telepass dei caselli autostradali che riportino il simbolo dell’Unione Europea. A oggi, è praticamente utilizzabile ovunque, con due sole eccezioni: la Superstrada Pedemontana Veneta, arteria a pedaggio che, una volta completata, collegherà l’A4 Torino-Trieste da Montecchio Maggiore (VI) con l’A31 Rovigo-Piovene Rocchette e con l’A27 Venezia-Belluno, all’altezza di Conegliano; e i tronchi di competenza del Consorzio autostrade siciliane (che gestisce la Messina-Palermo, la Messina-Catania e la Siracusa-Gela). L’utente che sceglie UnipolMove, quindi, deve seguire ai caselli la stessa segnaletica indirizzata agli utilizzatori del Telepass, la cui indicazione (che è una denominazione commerciale) è destinata a venire sostituita da una più generica: al momento, non si sa ancora quale (Telepedaggio? Pedaggio elettronico?). Sarà, comunque, una decisione presa collegialmente dalle società concessionarie e dalla loro associazione Aiscat. Telepass, però, giustamente auspica che venga mantenuto il colore giallo fin qui impiegato come fondo per la segnaletica, avendo ormai i guidatori maturato un’abitudine al proposito.

Pacchetti differenziati Agli utenti, dunque, toccherà scegliere di quale apparecchio munirsi, badando ai costi, ma anche agli eventuali sconti sulle tariffe autostradali talvolta previsti per gli utilizzatori e ai servizi offerti. Oggi Telepass conta già circa 7 milioni di utenti, UnipolMove nutre l’ambizione di arrivare a quota 2 milioni entro il 2024, «la metà dei quali», spiega Giacomo Lovati, chief beyond insurance officer di UnipolSai, «procurati dai nostri agenti, che possono contare su 10 milioni di automobilisti assicurati con noi». C’è anche l’idea di utilizzare i dati dei 4,2 milioni di scatole nere montate sui veicoli italiani dalla compagnia assicuratrice, che permettono di conoscere le abitudini stradali degli utenti, per offrire, come spiega Lovati, «pacchetti differenziati rivolti a chi, per esempio, usa poco l’auto e lo fa soprattutto d’estate, così come a chi, invece, sulle strade a pedaggio viaggia molto». Del resto, già oggi entrambe le società offrono soluzioni pay-per-use, che non prevedono canoni mensili, ma un esborso di 10 euro per l’attivazione e il pagamento di un importo fisso nei soli mesi in cui lo strumento è impiegato.

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