Pensioni, allo studio incentivi per chi ritarda l’uscita dal lavoro #adessonews

Per tutto il resto della platea da tempo si discute sulla possibilità di arrivare alla cosiddetta Quota 41: ovvero in pensione con 41 anni di contributi. Il nodo è se vincolarla o meno ad una determinata età del lavoratore. Sul tavolo c’è anche la possibilità di un esperimento di un anno per valutare il peso reale della misura che, senza prevedere un limite minimo di età costerebbe circa 4,5-5 miliardi l’anno. È la soluzione appoggiata dai sindacati che attendono una convocazione dal governo.

Durigon: “In 2023 quota 41 aspettando la riforma organica”

Sul tema è intervenuto Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro, secondo il quale “a gennaio non si tornerà pienamente alla legge Fornero. Avremo una Quota 41 con 61 o 62 anni per il solo 2023, come misura ponte verso la riforma organica che faremo il prossimo anno. Spenderemo meno di 1 miliardo per agevolare 40-50 mila lavoratori. Pensavamo anche a un bonus per chi resta a lavorare, ma la prudenza di bilancio ci induce a rinunciare”.

Intervistato da Repubblica Durigon spiega che “quota 41 ’pulita’, senza vincoli di età, costa 4 miliardi il primo anno e poi a salire. Se la limitiamo a chi ha 61 o 62 anni, con il divieto di cumulo con un reddito da lavoro, il costo – spiega Durigon – scende sotto il miliardo, con un piccolo trascinamento nel 2024”. “Vogliamo intanto separare la spesa per assistenza da quella per la previdenza, per dare un segnale di sostenibilità delle pensioni italiane all’Europa e ai mercati. E poi penso a una flessibilità in uscita per tutti, a partire da una certa età e tenendo conto che il metodo contributivo sta diventando prevalente tra i lavoratori. Rivedremo tutte le uscite anticipate, con un occhio di riguardo a giovani, donne e mestieri usuranti” conclude.

Dalla cessione dei crediti per il superbonus al Pnrr, gli altri dossier urgenti

Tra i dossier urgenti che il governo si appresta ad affrontare sul fronte economico non ci sono solo quelli strettamente inerenti alla legge di Bilancio: da tutti gli strascichi ancora aperti riguardo alla cessione dei crediti per il superbonus, alla stretta decisa sul monitoraggio sugli investimenti del Pnrr, di fronte alla necessità di accelerare sul Piano. Il segretario generale della Fabi Lando Sileoni denuncia la situazione di caos legata allo stop della cessione dei crediti sul superbonus con aggressioni ai dipendenti bancari e chiede con Ance e Abi un aumento della capienza del credito degli istituti; diversi emendamenti si annunciano al dl aiuti quater con Fi che chiede uno slittamento dei tempi.

Per quanto riguarda il Pnrr, cominceranno dall’inizio della settimana gli incontri del ministro Raffaele Fitto con i singoli ministeri sui diversi progetti, per verificarne lo stato dell’arte mentre è stato annunciato uno snellimento delle procedure per i Comuni per l’affidamento di gare e lavori.

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