Superbonus, Poste blocca cessione di crediti. Cosa succede #adessonews

Poste Italiane blocca la cessione del credito relativa al Superbonus al 110%. A renderlo noto la stessa società con questa comunicazione:

“Gentili clienti, il servizio di acquisto di crediti d’imposta ai sensi del DL 19 maggio 2020 n.34, convertito con modificazioni nella legge 17 luglio 2020 n.77 e s.m.i., è sospeso per l’apertura di nuove pratiche. È possibile seguire l’avanzamento delle pratiche in lavorazione e caricare la documentazione per quelle da completare”.

La decisione di Poste è in linea con le scelte degli altre banche, che non stanno accettando nuove pratiche per concentrarsi su quelle già avviate, vista la capacità fiscale ormai in esaurimento. Nessuna comunicazione è stata diffusa sulla possibile riapertura della cessione del credito di Poste Italiane e non si sa ancora se si tratta di una misura temporanea o definitiva. Si attendono le eventuali modifiche che apporterà il governo Meloni, che potrebbe abbassare la percentuale di detrazione fruibile dall’attuale 110 al 90% Come ha reso noto il sottosegretario al ministero dell’Economia, Federico Freni:

“C’è una sola cosa che non possiamo più accettare: che ci siano imprese con cassetti fiscali pieni di crediti che non riescono a scontare. Ci sarà un nuovo intervento sui crediti, qualcosa per sbloccarli in modo definitivo. Se c’è una cosa che non è accettabile è che questa normativa cambi ogni mese e mezzo, questo non ce lo possiamo più permettere. Troveremo una soluzione per dare respiro a queste imprese, ma questo respiro non può essere un bagno di sangue per le casse dello Stato (…) Adelante ma con giudizio. Non ci facciamo prendere dalla smania di dare concretezza a tutto nello stesso momento, la legge di Bilancio avrà questi contenuti e sul superbonus valuteremo cosa fare. Il 90% è più di un’ipotesi ed è allo studio l’estensione per le unifamiliari per cui c’era il termine del 30 settembre, termine che si può riaprire per le fasce di reddito che ne hanno realmente bisogno”.

Importanti anche le parole che ha speso il ministro dell’economa Giancarlo Giorgetti sulla maxi detrazione durante l’audizione davanti alle commissioni riunite sulla Nota di aggiornamento al Def (Nadef), sottolineando che gli oneri del Superbonus potrebbero salire ulteriormente a fine anno. I bonus edilizi stanno causando “rilevanti maggiori oneri” rispetto alle stime. “L’incremento, sulla base delle informazioni al primo settembre, segnala uno scostamento complessivo di 37,8 miliardi sull’intero periodo di previsione […]  Per gli anni 2023-2026, i maggiori oneri determinano un peggioramento della previsione delle imposte dirette per importi compresi tra 8 e 10 miliardi in ciascun anno, “che potrebbe pregiudicare l’adozione di altre tipologie di intervento […] Il meccanismo del superbonus sarà “rivisto in modo selettivo perché questo governo non ritiene equo destinare una così ingente massa di risorse a una limitatissima fetta di cittadini italiani, in modo indistinto per reddito, per prima e seconda casa. Non sottovalutiamo il contributo che questa misura ha dato all’economia del Paese e siamo disponibili come governo a una discussione sul superbonus”.

L’appello di Abi e Ance sul Superbonus

Nel frattempo Abi (Associazione Bancaria Italiana) e Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) hanno scritto al Governo una lettera per richiamare l’attenzione sulla gravità della situazione nella quale si trovano, oramai da mesi, migliaia di cittadini e imprese che hanno fatto affidamento su misure di incentivazione indirizzate verso l’efficientamento energetico e sismico nonché per altre attività connesse al nostro patrimonio immobiliare. ​In particolare, scrivono i presidenti Patuelli e Brancaccio, “occorre scongiurare al più presto una pesante crisi di liquidità per le imprese della filiera che rischia di condurle a gravi difficoltà a causa di crediti fiscali maturati e che in questo momento non è più possibile cedere, visti anche i limiti delle capienze fiscali. Abi e Ance chiedono quindi una misura tempestiva e di carattere straordinario che consenta agli intermediari di ampliare la propria capacità di acquisto utilizzando una parte dei debiti fiscali raccolti con gli F24, compensandoli con i crediti da bonus edilizi ceduti dalle imprese e acquisiti dagli intermediari”.

Questa soluzione, scrivono i presidenti di Abi e Ance, permetterebbe agli intermediari di ampliare la loro capacità di acquisto di crediti certi e verificati dagli intermediari stessi, al momento non utilizzabili.

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